Condivisione di esperienze e la cartella sociale Harraga in Sicilia

Feb 6, 2020 | News

Il 31 gennaio scorso, presso il Collegio dei Filippini di Agrigento, si è tenuta la conferenza “Minori Migranti Soli. Storie, problematiche, potenzialità. La cartella sociale Harraga nel Comune di Agrigento”. Ancora una volta, in Sicilia, due modelli diversi di accoglienza si sono incontrati e hanno dialogato in maniera generosa, condividendo con emozione le esperienze e le pratiche portate avanti nel comune siciliano.

La conferenza è stata aperta dalla coordinatrice di progetto Loriana Cavaleri dell’associazione SEND, la quale ha illustrato il progetto SAAMA, sottolineandone la visione di futuro possibile per i minori migranti soli che arrivano in Italia. L’assessore alle Politiche Sociali, Gerlando Riolo, ha poi proseguito ricordando la diminuzione dei flussi di minori soli arrivati ad Agrigento nell’ultimo anno e l’importanza di promuovere politiche di inserimento sociale e lavorativo che tengano conto dell’integrità psico-fisica di queste persone. La dott.ssa Puglisi, giudice del Tribunale dei Minori di Palermo, ha concluso la prima parte della conferenza sottolineando la necessità di un approccio alle migrazioni che non sia più emergenziale, ma piuttosto parte integrante della nostra quotidianità. Proprio perché non ci troviamo in una situazione emergenziale, la dott.ssa Puglisi ha ricordato l’importanza di prestare la massima attenzione alla qualità degli interventi che vengono realizzati sul territorio, considerando i minori migranti soli dei cittadini a tutti gli effetti.

 L’incontro aveva come obiettivo, oltre alla presentazione, promozione e implementazione ad Agrigento della Cartella Sociale, quello di fare un’analisi dei cambiamenti occorsi negli ultimi anni sul territorio, soprattutto alla luce delle nuove politiche migratorie e individuare le risorse e le pratiche messe in atto dagli attori sociali e dall’amministrazione pubblica, per rispondere ai bisogni e alle problematiche rispetto ai minori migranti soli accolti.  Gli interventi successivi, dunque, hanno visto il susseguirsi di varie persone coinvolte nel sistema di accoglienza del Comune di Agrigento.

Roberta di Rosa, dell’Università di Palermo, ha presentato i risultati di uno studio sui bisogni formativi e i processi di inclusione dei minori migranti soli realizzato in Sicilia, concentrandosi sulla provincia di Agrigento. In questo studio, le competenze linguistiche e digitali dei minori migranti soli sono state messe in evidenza come fattori fondamentali nel loro percorso di inclusione socio-lavorativa. La possibilità di esprimersi in varie lingue e la capacità di utilizzare i social, permettono a queste persone di creare un capitale sociale capace di sostenerli nei loro percorsi di inserimento sia nel mondo del lavoro sia nella nuova società di residenza.

Il dirigente scolastico del CPIA di Agrigento, Santino Lo Presti, ci ha restituito la bella immagine della scuola dove i professori non possono essere superficiali, ma devono avere passione e devono essere aperti al dialogo e alla diversità. Una scuola, dunque, dove gli studenti possano sentirsi sicuri e sognare una vita degna che gli permetta di migliorarsi e di continuare a crescere.

Salvo Castellano, medico dell’ASP di Agrigento, ha condiviso alcune idee sulla salute dei migranti sbarcati in provincia di Agrigento. Come lo stesso ha raccontato, da anni l’ASP di Agrigento si è organizzata per rispondere alle diverse esigenze che riguardano la salute dei migranti, grazie a un servizio chiamato Nucleo Operativo di Emergenza Territoriale Immigrati, con cui hanno accolto tutte le persone arrivate a Porto Empedocle negli ultimi anni. L’ASP ha intavolato strette collaborazioni con varie organizzazioni attive sul territorio, cercando di gestire situazioni emergenziali e complesse tenendo sempre in considerazione una prospettiva di cura e di rispetto della diversità.

Angela Di Noto, psicologa e coordinatrice del progetto FAMI Alfuras, attraverso una narrazione appassionata, propria di chi l’accoglienza l’ha vissuta da dentro con grande impegno, ci ha presentato una panoramica delle migrazioni internazionali ad Agrigento e provincia. Dall’analisi della dott.ssa Di Noto è emerso che le nuove politiche migratorie hanno avuto in impatto fortissimo sulla presenza dei minori migranti soli, sradicando la maggior parte di loro da percorsi di inserimento che sembravano solidi. I primi progetti pilota FAMI, quale quello coordinato dalla dott.ssa Di Noto, si erano distinti per le buone pratiche e i percorsi virtuosi, che avevano permesso di creare sinergie interistituzionali sul territorio. Ma il decreto-legge, entrato in vigore nel 2018, ha di fatto annullato la maggior parte di queste esperienze virtuose.

Oggi, dunque, anche ad Agrigento il panorama dell’accoglienza sembra essere molto cambiato.

Alessia Aprigliano del “Progetto FAMI Monitoraggio della tutela volontaria per minori stranieri non accompagnati”, ha riletto, sotto la luce della cura e della tutela, la diversità del territorio e l’impegno delle persone coinvolte nell’accoglienza. Nell’agrigentino le persone si sono impegnate e messe in gioco, considerando le migrazioni internazionali come un bene comune, ma non appiattito sul presente, ma su chi verrà: sul futuro. Una prospettiva sana e capace di generare bellezza e convivenza, ha detto la dott.ssa Aprigliano.

Gabriella Argento, assistente sociale dell’associazione Assistenti Sociali Senza Frontiere, ha affrontato il tema dei minori migranti soli partendo dalla Cartella Sociale come modello di intervento in sinergia tra tutti gli attori coinvolti nei percorsi di inserimento socio-culturale dei ragazzi.

Per l’associazione Assistenti Sociali Senza Frontiere la Cartella Sociale riflette un modello che mette al centro la relazione, quell’alleanza fra i diversi attori sul territorio che possa far passare al minore il messaggio di una relazione portata avanti nel tempo: “La parola relazione fatta di continuità e di fiducia, come opportunità reciproca e come dialogo”, ha detto la dott.ssa Argento.

Mohammed e Wagdi, due ragazzi egiziani arrivati da minori ad Agrigento, hanno raccontato poi la loro esperienza di accoglienza e di crescita grazie alle opportunità che gli sono state offerte e che hanno saputo cogliere. Le loro parole, emozionate e profonde, ci hanno trasmesso un forte sentimento di appartenenza al territorio in cui vivono ormai da otto anni.

L’intenso pomeriggio di condivisione è stato concluso dagli interventi di Alessandra Sciurba, del CIAI di Palermo e Angela Majorana, della Cooperativa Libera…mente, che hanno spiegato ai presenti il processo di costruzione della Cartella Sociale, la sua funzione e le prospettive rispetto ai percorsi di inclusione dei minori migranti soli accolti in Sicilia. Il software sperimentato a Palermo è uno strumento operativo che più volte durante la conferenza ha suscitato grandi apprezzamenti, soprattutto per la possibilità che offre di mettere in rete gli attori sociali coinvolti nei percorsi dei ragazzi e delle ragazze che arrivano da soli da altri paesi.

Nonostante il territorio agrigentino condivida un percorso scosceso con gli altri che abbiamo attraversato e vissuto con la Cartella Sociale, fatto di tantissime pratiche positive, ma anche di momenti difficili dovuti al cambiamento politico, e sebbene il momento che stiamo vivendo è certamente di transizione e non sappiamo con certezza cosa ci sia alla prossima curva, abbiamo sentito una comunità agrigentina che respinge la paura e che continua a crescere grazie alla ricchezza che ha saputo riconoscere.   

“In particolare è prezioso questo modo del progetto SAAMA di mettersi in ascolto e invitare gli attori a provare ancora una volta a interagire e interloquire su questa ricchezza”.

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SAAMA è finanziato dal bando nazionale Never Alone 2018, “Verso l’autonomia di vita dei minori e giovani stranieri che arrivano in Italia soli”, promosso da Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione con il Sud, Enel Cuore, Fondazione CRT, Fondazione CRC, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Fondazione Peppino Vismara e J.P. Morgan, nell’ambito di Epim – European Program for Integration and Migration, e Ner Alone – Building our Future  with children and youth arriving in Europe. 

SAAMA si pone in continuità con il Progetto Ragazzi Harraga – Processi di inclusione sociale per minori migranti non accompagnati nella città di Palermo, finanziato dal primo bando nazionale Never Alone 2016, e mette a frutto, implementandoli e diffondendoli su altri territori, i risultati raggiunti nella città di Palermo grazie a quella esperienza.